Qualche giorno fa ho visitato il Castello di Guglielmo il Conquistatore a Falaise, in Calvados. Una delle rare testimonianze del potere e dell’architettura anglo-normanni. Non è un caso, infatti, che sia uno dei monumenti preferiti dai francesi. Talmente bello e ben organizzato che ci ho passato più di due ore. Mi ha letteralmente conquistata e vi spiego perché…

I primi passi di Guglielmo il Conquistatore

Ad accogliermi è il busto di Guillaume le Conquérant. Ho subito immaginato il quindicenne Guglielmo, allora già duca di Normandia, muovere proprio qui i primi passi della straordinaria ascesa militare che nel 1066 lo porterà a conquistare il trono d’Inghilterra.

Guglielmo il Conquistatore, pronipote del vichingo Rollo, nasce a Falaise nel 1028

Quando Guglielmo viene alla luce, nel 1028, il castello esiste da un anno e non ha ancora l’aspetto che conosciamo oggi. Sarà il suo quarto figlio, Enrico I d’Inghilterra, ad intraprendere grandi opere per ricostruirlo. Lo farà secondo i criteri architettonici messi in pratica da suo padre in Inghilterra dopo la Conquista del 1066.

Ma il potere normanno faceva gola a molti. Nel XII secolo il re di Francia Philippe-Auguste, il cui regno è più piccolo di quello dei normanni, affronta Riccardo Cuor di Leone e Giovanni senza terra. E’ allora che la Normandia diventa francese, mettendo la parola fine alla saga dei duchi normanni. Per farsi amare dal popolo, però, Philippe-Auguste fa costruire nuove torri.

Nel corso della storia la fortificazione sarà pesantemente danneggiata dalla guerra dei Cent’anni, dalle guerre di religione guidate da Enrico IV, re di Francia e, naturalmente dalla Seconda Guerra Mondiale, che tra l’altro distrusse l’80% di Falaise.

Faccia a faccia con la storia

Una volta entrati nel Castello, i visitatori vengono catapultati in un’atmosfera molto particolare. Il percorso è studiato con attenzione: si viene portati per mano lungo secoli di guerre, matrimoni, alleanze. Non solo: i protagonisti di questa saga si raccontano in prima persona: le loro vite e le loro gesta vengono narrate da attori che appaiono in 3D sui muri del castello.

Gli interni riprendono vita sui tablet

Il Castello di Guglielmo il Conquistatore è il regno della multimedialità: all’inizio della visita ti viene fornito un tablet che mostra in realtà aumentata i suoi interni durante il Medioevo. Una ricostruzione molto dettagliata e di grande effetto, costata due anni di lavoro e di complesse ricerche d’archivio.

Il Grande Torrione

Arrivo nella prima sala, l’Aula, che si trova nel Grande Torrione, costruito verso il 1120: uno spazio pubblico dove il re-duca riceveva le sollecitazioni, ma che veniva anche utilizzato anche per feste e banchetti.

L’Aula, all’entrata nel Grande Torrione

Il Piccolo Torrione

Attraversando una porta in fondo all’Aula giungo al Piccolo Torrione, costruito nella seconda metà del XII secolo, durante il regno di Enrico II Il Plantageneto e di sua moglie Eleonora d’Aquitania. La stanza è elegante e luminosa. Le due finestre furono rimaneggiate nel XV secolo, durante la Guerra dei Cent’Anni. A colpirmi è un bellissimo e grande caminetto, costruito in mattoni a spina di pesce (probabilmente originale), che rende tutto l’ambiente particolarmente confortevole.

La Torre Talbot

A sinistra del caminetto del Piccolo Torrione c’è un passaggio attraverso cui arrivo al terzo e ultimo torrione: la Torre Talbot. A farla costruire è il re di Francia Filippo-Augusto, che dopo la conquista della Normandia nel 1204 fa realizzare numerose opere di questo tipo come simbolo del nuovo potere. A differenza dai castelli anglo-normanni, infatti, la Torre Talbot è ideata per la difesa e la protezione. Fatta per resistere, ha mura molto spesse e un pozzo interno che garantiva l’acqua potabile in caso di assedio.

Scendo dalla scala della Torre Talbot e arrivo a una piccola terrazza…

Tornata nel Grande Torrione, scopro la Camera, ovvero la parte dedicata alla vita privata del castello. Uno spazio per i pasti, per dormire, dove viveva la famiglia del signore e i suoi collaboratori più stretti. Così come la Cappella, riservata al re-duca e alla sua corte.

Non mancano le Sale Basse, dove venivano conservate le munizioni, la legna e il cibo, e la cisterna, che recuperava l’acqua piovana per spegnere gli incendi e togliere il sale agli alimenti (messi sotto sale per conservarsi). Insomma, nulla era lasciato al caso!

La vista su Falaise

Lo confesso, questo castello mi ha fatto innamorare. La vista su Falaise, poi, è qualcosa di unico.

Falaise vista dal Castello

La bandiera normanna

Ovviamente sul Castello di Guglielmo il Conquistatore svetta la bandiera normanna, che ha due leopardi d’oro su sfondo rosso. I due animali rappresenterebbero i due fratelli Rollo (capostipite della casata) e Gurim. Secondo un’altra interpretazione, Guglielmo avrebbe scelto i due leopardi per indicare il suo essere bastardo (nacque da una relazione extraconiugale tra Roberto I il Magnifico e Arlette, una giovane contadina normanna).

La bandiera normanna

Il giardino dei 5 sensi

Ma le sorprese non finiscono qui. Dopo tanta storia, un po’ di relax. Mi vado a sedere all’ombra di una grande quercia per ripararmi dal sole cocente, cercando di immaginare la vita della gente comune durante quei secoli di guerre e conquiste. Il mio pensiero va inevitabilmente alle guerre di oggi. E al fatto che, purtroppo, c è ancora qualcuno rimasto al Medioevo…

Quindi mi alzo e mi incammino verso una piccola oasi di verde. E così scopro il “Giardino dei 5 sensi”. Come spiega un cartello all’entrata, lo scopo era quello di stimolare la vista, il tatto, l’olfatto, l’odorato e il gusto. Un giardino che “ha ispirato molti romanzi e canzoni del Medioevo”, un quadro propizio all’amore e al corteggiamento dei cavalieri per le loro dame. I profumi e i colori mi avvolgono in questo momento perfetto.

Non mancano le erbe medicinali e un piccolo orto (un po’ secco vista la siccità di questi mesi). Ma soprattutto “La teoria degli umori”. Durante il Medioevo si pensava infatti che la salute dell’anima e del corpo risiedesse nell’equilibrio degli umori: sangue, muco, bile gialla e bile nera. La malattia derivava dallo squilibrio di questi umori. Una teoria semplice e piena di antica saggezza, forse varrebbe la pena rivalutarla!

Lascio il Castello. Nella mia mente infuriano le immagini di Guglielmo e della sua amata moglie Matilde, dei campi di battaglia, delle teste coronate e delle famiglie dei contadini che mettevano la propria vita nelle loro mani, del sangue versato per la sete di conquista e per proteggere il proprio regno, degli amori segreti tra cavalieri e dame.

Lascio questo luogo magico con rinnovata energia e un pizzico di saggezza in più.

Alla prossima!

P.S. Per tutti gli amanti del mondo medievale, il Castello di Guglielmo il Conquistatore organizza ogni anno moltissime iniziative per grandi e piccini, con spettacoli, mercati, rievocazioni, feste, concerti, sfilate in costume, giochi pirotecnici, che si svolgono all’interno e fuori dal Castello. Ecco il programma 2022 de “Les médiévales de Falaise”, che quest’anno compie 20 anni.

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