Marcel Proust
Marcel Proust

Non so se amate Proust come lo amo io. Certo, leggere che Ken Follett e Valerie Perrin lo trovano noioso mi fa un po’ sorridere. Ma il mondo è bello perché è vario! In ogni caso, tra i miei obiettivi per il 2022 c’è una visita al musée Histoire de Paris Carnavalet di Parigi, dove fino al 10 aprile sono in mostra 280 opere provenienti da musei di tutta la Francia.

Una mostra da non perdere

Per celebrare i 150 anni dalla nascita di questo monumento della letteratura mondiale nato e morto nella Ville Lumière, è stata organizzata una grande esposizione. Le sale del Carnavalet racchiudono dipinti (il Musée d’Orsay ha prestato il famoso ritratto di Proust di Jacques-Émile Blanche) e foto (come quella sul letto di morte scattata da Man Ray il 20 novembre 1922). Ma anche sculture, opere grafiche e documenti.

Proust ritratto da Jacques-Émile Blanche

Al Carnavalet anche il suo letto

Ma attenzione! Al Carnavalet si possono ammirare anche la sua camera, con il grande letto dove scrisse la maggior parte dei suoi romanzi, e numerosi oggetti personali, tra cui il bastone e il cappotto. Non vedo l’ora.

Qualche giorno fa ho ritrovato una foto del cahier di Marcel Proust durante la stesura della Recherche, il romanzo-capolavoro più lungo del mondo. L’ho scattata l’estate scorsa. Quando ho visto i suoi appunti sul quaderno, custodito in una bacheca all’interno della Villa du Temps Retrouvé di Cabourg, stavo per svenire. Non so voi, ma per me queste sono le cose per cui vale la pena vivere.

Sto leggendo Dalla parte di Swann. Procedo lentamente, ma procedo. Mi piace alternarlo ad altri libri, che leggo contemporaneamente.

I miei passaggi preferiti

Se non lo avete ancora letto, vi anticipo alcuni dei passaggi che ho amato di più:

E ogni volta la viltà che ci distoglie da ogni compito difficile, da ogni impresa importante mi ha consigliato di lasciar perdere, di bere il mio tè pensando semplicemente ai miei fastidi di oggi, ai miei desideri di domani che si possono rimuginare senza fatica.


Non dimenticherò mai in una curiosa città della Normandia vicino a Balbec, due stupendi palazzi del diciottesimo secolo, che per molti versi mi sono cari e venerabili, tra i quali, quando la si guarda dal bel giardino a terrazze che scende verso il fiume, la guglia gotica di una chiesa che essi nascondono si slancia, sembra completare, sormontare le loro facciate, ma in una maniera così diversa, così preziosa, attorcigliata, rosea, patinata che si vede perfettamente che non ne fa parte più di quanto ne facciano due sassolini uniti, tra i quali è rimasta impigliata sulla spiaggia la punta porporina e dentata, assottigliata a forma di torretta e lucida di smalto, di qualche conchiglia.


E il mio animo non era forse anche esso come un’altra capanna al fondo della quale sentivo di stare sprofondato, anche per guardare ciò che succedeva di fuori?


Monsieur, non posso assolutamente dirvi se ha piovuto. Io vivo così decisamente fuori delle contingenze fisiche che i miei sensi non si prendono la pena di notificarmele.


Credere che un essere faccia parte di una vita sconosciuta, in cui il suo amore ci farà penetrare, è, tra le cose che l’amore esige per nascere, quella a cui tiene di più e gli fa trascurare tutto il resto. Anche le donne che pretendono di giudicare un uomo solo in base al suo fisico vedono in quel fisico l’emanazione di una vita speciale, per questo amano i militari, i pompieri. L’uniforme rende meno esigenti riguardo al viso.


Un piccolo colpo al vetro, come se qualcosa l’avesse urtato, seguito da una ampia cascatella leggera come di grani di sabbia lasciati cadere da una finestra al piano di sopra, poi la cascatella si estendeva, si uniformava, assumeva un ritmo, diveniva fluida, sonora, musicale, fitta, universale: era la pioggia.


Non poteva sapere, almeno da sé, di esserlo, perché noi conosciamo sempre soltanto le passioni degli altri, e ciò che arriviamo a sapere delle nostre possiamo apprenderlo solo dagli altri. Su di noi esse agiscono in una seconda maniera, con l’immaginazione che sostituisce ai moventi principali moventi di ricambio più decenti.

Alla prossima!

Elisabetta Malvagna

Giornalista, autrice e blogger, qualche anno fa ho scelto la Normandia come mia seconda Patria. Amo la scrittura, la fotografia e il cinema. Il silenzio e la natura. Non posso vivere senza il caffè, la cioccolata e la musica. Ho fatto un milione di cose nella vita, dalla cronista parlamentare all'inviata musicale, dalla fotografa all'attivista della nascita naturale.

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