Oliver Stone e Johnny Depp: le star americane tornano a Deauville

Oliver Stone e Johnny Depp: dopo l’edizione 2020 priva di star americane per colpa del Covid, quello che si inaugura il 4 settembre a Deauville sarà un festival del cinema all’insegna di grandi nomi d’Oltreoceano. E così sul tappeto rosso sfilerà il regista di Platoon con “JFK, l’enquête“, un documentario che, a trent’anni dal celeberrimo film “JFK” con Kevin Costner, torna sull’assassinio del presidente americano avvenuto il 22 novembre 1963 a Dallas. Presentato a Cannes a inizio estate, non ha ancora trovato un distributore. Forse perché è un film scomodo? La tesi di Stone, e non solo, secondo cui fu la Cia ad uccidere Kennedy, è suffragata da numerosi documenti venuti alla luce dopo anni.

Oliver Stone
Kevin Kostner in “Jfk”, 1991

Domenica sarà la volta di Johnny Depp, che sbarcherà alla 47.ma edizione del festival per presentare, fuori competizione, “City of lies” di Brad Furman. Il Pirata dei Caraibi ormai uomo maturo stavolta si cala nei panni di Russell Poole, un poliziotto di Los Angeles in pensione che indaga sulle uccisioni – mai chiarite – delle star dell’hip hop Tupac Shakur e Notorious BIG negli anni Novanta. “Un omicidio come questo resta irrisolto solo se la polizia non vuole risolverlo”, dice Depp riferendosi a Notorius BIG in una battuta di questo film del 2019 che denuncia la corruzione della polizia losangelina,  ritirato (sarà un caso anche questo?) dalla programmazione un mese prima della data prevista per il debutto nei cinema.

Durante i 12 giorni della rassegna saranno proiettati 53 film. Da sempre vetrina dell’industria hollywoodiana, che presentava i suoi blockbuster prima dell’uscita autunnale nelle sale francesi, oggi Deauville è soprattutto il palcoscenico del cinema indipendente americano. A presiedere la giura quest’anno sarà Charlotte Gainsbourg, a sua volta regista di un documentario dedicato alla madre Jane Birkin, “Jane par Charlotte“, già presentato a Cannes.

Charlotte Gainsbourg e Jane Birkin

Come sempre la giuria sarà rigorosamente francese ed entrerà nel vivo con un altro film presentato a Cannes nella sezione “Un certain regard”, “Blue Bayou” di Justin Chon. Dopo il “patto di alleanza” con Cannes siglato l’anno scorso, dalla Croisette arriverà anche Dylan Penn, figlia di Sean, con “Flag Day“. Ma c’e’ una novità: al festival si aprirà una “Finestra sul cinema francese“, con l’anteprima di sei film “made in France” come “”L’amour, c’est mieux que la vie“, di uno dei più noti cineasti d’Oltralpe, Claude Lelouch (il quale ha annunciato che questo sarà il suo ultimo film).

I riflettori su questa edizione “post-Covid” (speriamo) si accenderanno con l’anteprima di “Stillwater” di Tom McCarthy, con Matt Damon e Camille Cottin e girato a Marsiglia. Una città complessa e in crisi che in questi ultimi giorni è stata sotto la lente di ingrandimento dei media per la visita del presidente francese Macron.

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