Caen: Guglielmo, Matilde e i leopardi

L’estate in Normandia ancora non è arrivata. Pazienza. Ieri sono salita in macchina e sono andata a Caen, una delle città più vivaci di questa regione, piena di giovani che affollano le strade nelle pause di studio (qui c’è una prestigiosa università) e di turisti che si vogliono immergere nell’arte e nella storia (ma anche nello shopping). Il mio obiettivo stavolta era l’Abbey aux Dames.

Avevo già visitato l’Abbey aux Hommes, dove è custodita la tomba di Guglielmo il Conquistatore. La sua storia è davvero affascinante e quindi facciamo un passo indietro. Figlio illeggittimo di Roberto I duca di Normandia e di una contadina, William nel 1066 riuscì a salire sul trono d’Inghilterra. Giovane, carismatico e imponente, però si innamorò della cugina Matilde di Fiandra. Papa Leone IX, non accettando queste nozze tra consanguinei, gli chiese di fare ammenda. Come? Costruendo due abbazie. Una per gli uomini, dedicata a Santo Stefano, e una per le donne, dedicata alla Santissima Trinità.

Abbey aux Hommes
La chiesa abbaziale di Santa Trinità a Caen

La corte d’onore dell’Abbazia è un esempio di eleganza e perfezione architettonica.

L’Abbey aux Dames

Passeggiando sotto il portico trovi alcune opere d’arte davvero sorprendenti. Mi ha colpito soprattutto una installazione intitolata “Duo de l’herbe“. Realizzata nel 2009 da Cécile Raynal in argilla carbonizzata, resina e metallo, è nata dopo due anni di collaborazione dell’artista con alcuni detenuti del centro penitenziario di Caen, che hanno accettato di essere attraversati dal suo sguardo. Il risultato è questa metafora dell’immobilità e dell’attesa.

All’interno del cortile incontri anche dei leopardi molto particolari.

I leopardi sono l’emblema della Normandia. Secondo la tradizione, due leopardi di profilo, gialli su fondo rosso, figurano sulla bandiera della Normandia fin dai tempi di Enrico II Plantageneto, duca di Normandia nel 1.151. Nel 2019 la Regione Normandia ha organizzato il Féno, il primo festival dell’eccellenza normanna. I due leopardi che vedete qui sopra si impongono in una versione contemporanea, come simbolo di questo nuovo evento che vuole valorizzare i successi e l’orgoglio normanno.

Ma ora vi porto nella Chiesa Abbaziale di Santa Trinità.

La chiesa è più piccola di quella dell’Abbey aux Hommes; la navata – che risale al 1.130 – è più corta e bassa, ma più decorata. Nel coro c’è la tomba di Matilde.

Arrivata nell’abside, trovo a sorpresa un’opera dedicata alle donne. Si intitola “Prières de Femmes“, una serie di tele ricamate con il punto tradizionale della Tapisserie di Bayeux, realizzate nel 2000 dagli “Artigiani della Pace” su disegno di Brigitte Comby. Ci sono tutte le donne delle Sacre Scritture, da Ruth a Edith, Esther, Maria ed Elisabetta.

Esco dalla chiesa e guardando in basso vedo questo… scopro così che l’Eglise de Sainte Trinité è una delle tappe del pellegrinaggio a Mont Saint-Michel.

Mi dirigo quindi verso il centro. La luce e i riflessi del sole sui tetti bagnati dalla pioggia, le ragazze che passeggiano, la giostra, i ristorantini e i café, biciclette ovunque. Questa è Caen.

Si è fatto tardi. Mentre mi dirigo verso la macchina, mi imbatto nella Chiesa di San Pietro,  uno dei principali edifici religiosi e monumenti storici della città. Pur non essendo una cattedrale, qui nel corso dei secoli si sono svolte le più importanti cerimonie pubbliche cittadine. Quando ad esempio Enrico IV abiurò il protestantesimo ponendo fine alle guerre di religione, in questa chiesa si cantò il Te Deum in presenza delle rappresentanze civili e religiose della città.

La Chiesa si trova in un quartiere che agli inizi del XI secolo era chiamato “quartiere del Duca“, in quanto il duca di Normandia Riccardo II (996-1026), desideroso di accelerarne lo sviluppo, diede degli incentivi, soprattutto fiscali, alle persone che decidevano di trasferirsi lì. Un’iniziativa che ebbe molto successo.

Facciamo un salto temporale e arriviamo alla Seconda Guerra Mondiale. L’Eglise Saint-Pierre era situata, appunto, in un quartiere molto popolato, ma che fu duramente bombardato dagli inglesi. Nella notte fra l’8 e il 9 giugno 1944 la guglia del campanile fu colpita da una granata. Dopo la guerra, la popolazione del quartiere Saint-Pierre subì un pesante ridimensionamento.

Per finire in bellezza, ecco un’altra sorpresa.

Questo è San Pietro. La statua in bronzo del santo è una replica in piccolo di quella che si trova nella Basilica di San Pietro a Roma, attribuita ad Arnolfo di Cambio. Carina no?

Caen è questo e molto altro. Per vedere tutto quello che offre ci vorrebbe almeno una settimana.

Quindi a presto per altre nuove scoperte normanne!

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