Andar per funghi: missione fallita (ma che bellezza)

La Forêt de Gouffern

Andar per funghi: mai fatto in vita mia. Poi ho conosciuto Claire. Per lei i funghi non hanno segreti. Li sa trovare, riconoscere e cucinare come nessun altro. Appena può lei va per funghi. Prende e parte con il suo cestino per rastrellare boschi e foreste.

L’altro giorno, subito dopo pranzo, avrei voluto fare una pennichella. Il cielo grigio e la pioggia indecisa se continuare o andarsene da un’altra parte, invitava a un simpatico incontro con Morfeo. Ma non ho saputo dire di no alla mia amica. E così siamo partite alla volta della foresta di Gouffern, che non conoscevo. Obiettivo: funghi, funghi, funghi.

Era stranissimo: sentivo il rumore della pioggia, ma non mi bagnavo. Sopra di noi c’era un immenso tetto di foglie che ci proteggeva. Ci siamo addentrate in questo mare di verde selvaggio, non c’era nessuno. Abbiamo attraversato enormi viali, veri e propri boulevard naturali. Di tanto in tanto deviavamo il percorso addentrandoci nelle fitta vegetazione. Ma di funghi nemmeno l’ombra. Le ipotesi erano due: o non c’erano o qualcuno ne aveva fatto incetta prima del nostro arrivo. Fatto sta che abbiamo camminato per un paio d’ore, con gli scarponcini immersi nell’acqua e il bordo dei pantaloni completamente bagnato. Andando a zig zag alla fine ci siamo perse. Erano già le 18. Il mio cellulare era scarico. No way. Da che parte si va per tornare alla macchina? Non ne avevamo idea. Ci siamo così trovate di fronte a un enorme stagno, dove per fortuna abbiamo incontrato una giovane coppia con una bimba in carrozzina. Lui, gentile e disponibile, ha tirato fuori lo smartphome per vedere dove stavamo e dove dovevamo andare. Ci siamo fatte un’idea della direzione da prendere e, dopo averli salutati augurandogli tutto il bene possibile, ci siamo incamminate. Nel frattempo era rispuntato il sole…

Il problema è che dopo cinque minuti ci siamo trovate davanti a un bivio: il simpatico ragazzo ci aveva detto di andare a destra, ma Claire non era convinta. Proprio in quel momento in lontananza abbiamo visto due umani e un cane. Salvezza! Abbiamo chiesto aiuto e cosa scopriamo? Erano i proprietari di quella parte di foresta. Eh sì perché – come vedrai più avanti nel post – la forêt de Gouffern è in parte demaniale e in parte proprietà privata. La faccio breve: dovevamo andare a sinistra, tutto dritto ma a sinistra. “Ma quanto ci vorrà?”, chiedo per sicurezza. “Una mezzoretta”, rispondono. Che vuoi che sia una mezzoretta…, ci siamo dette. Alè!!!! C’est parti!

Camminando abbiamo riconosciuto la strada che avevamo fatto all’inizio grazie a questi tronchi d’albero accatastati, che hanno attratto come un magnete l’obiettivo della mia macchina fotografica.

Rincuorate e di buon passo, abbiamo raggiunto la macchina. Tempo di percorrenza: 20 minuti. Perfetto. Non avremo trovato i funghi, ma che balade ragazzi!

Un po’ di storia

La forêt de Gouffern è sempre stata divisa in due parti: la Grande Gouffern a nord et la Petite Gouffern a sud. La foresta era proprietà del re. Nel 1757 Monsieur Cromot, impiegato del ministero, acquista le terre del Bourg-Saint-Léonard, che facevano parte di questa grande foresta, per poi annetterle alla foresta di Argentan, cedutagli dal conte d’Eu nel 1762. Nel 1776, M. Cromot recupera l’intera forêt de Gouffern, acquisendo il resto della foresta, di proprietà del fratello del re, in cambio delle contee di Argentan e di Exmes (che nel frattempo Cromot aveva acquistato dal marchese d’Armaillé). M. Cromot però fa una cosa molto brutta: taglia abusivamente tutti gli alberi più belli al limite della foresta.

Durante la Rivoluzione francese, nel 1789, la Petite Gouffern viene divisa in due parti: nasce così l’attuale foresta demaniale.

Tra il 1850 e l’inizio del XX secolo la forêt de Petite Gouffern viene spezzettata in seguito a scambi, eredità e vendite accompagnate da abusi e dallo sfruttamento abusivo del suolo. Per evitare un ulteriore deterioramento del territorio, nel 1935 viene acquisita dallo Stato francese.
La forêt de Grande Gouffern viene invece acquisita nel 1924. In seguito a un devastante incendio e dopo la Seconda Guerra Mondiale, sulla maggior parte della superficie vengono piantate delle conifere.

La Roccia delle Fate

Al limitare della forêt de petite Gouffern, nel comune di Silly en Gouffern, si trova un monolite di pietra arenaria rossastra alto 5,4 metri, che risale a 5.000 anni fa. Secondo la leggenda, i buchi situati in cima al monolite sono le impronte delle dita delle fate, da cui l’appellativo di “Roccia delle fate di Gouffern”.

Al momento non l’ho ancora vista, la balade zero funghi-perse nel nulla me l’ha impedito. Ma conto di andarci prestissimo. Continua a seguirmi!

Alla prossima 🙂

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