Ci ero passata anni fa e lo ammetto: non avevo capito quanto fosse bella. Flers e’ una città immersa nella campagna della Bassa Normandia, con un fiorente e ricco passato nell’industria tessile, rasa al suolo durante la Seconda guerra mondiale. Ed e’ proprio li’ che oggi, nonostante il vento gelido che in questi giorni sta soffiando su questo angolo del nord-ovest della Francia, ho scoperto qualcosa di unico.

Tutto merito di Claire, la mia amica e vicina di casa, che nella verde e dinamica Flers ci lavora. Ci siamo date appuntamento alle 10 del mattino davanti al suo ufficio e da li’ abbiamo raggiunto La Redingote, un grande negozio di abiti usati. Spulciando qua e là, ho scovato una bella tovaglia a righe di un bel cotone pesante, un paio di tende a fiori stile Laura Ashley e quattro collane deliziose. Il tutto per la modica cifra di 14€.

Ma il bello non era ancora arrivato. Eh, sì perché dopo un caffè in uno dei pochissimi bar aperti (qui è tutto chiuso da mesi, con un coprifuoco alle 18) e l’immancabile sigarettina, nonostante il freddo Claire mi ha proposto di fare una passeggiata nel parco: 25 ettari di verde nel cuore della città. Uno spettacolo.

Il parco era deserto. L’assenza di presenze umane e i freddi e vividi colori dell’inverno mi hanno portata in una dimensione irreale, come se tutto il resto si fosse improvvisamente volatilizzato.

Siamo arrivate al Castello, sede della Mairie (il municipio). Beato chi ci lavora!!!!Costruito nel Medioevo ma trasformato in castello vero e proprio agli inizi del XVI secolo da Nicolas de Grosparmy, fu abbellito nel VII secolo e ingrandito nel XVIII, quando Ante Hyacinthe de la Motte-Ango realizzò una facciata classica e l’interno venne arredato e decorato con opulenza. Di proprietà’ dei conti di Flers fino alla Rivoluzione Francese, il parco e il castello furono successivamente acquisiti dal conte di Redern e poi dalla famiglia Schnetz. Nel 1901 il sindaco di Flers Julien Salles riacquistò la proprietà’ per conto della città.

Nel castello c’e’ anche un museo che raccoglie 4.000 opere di cui 300 quadri, italiani, francesi e olandesi, così’ come ceramiche di Jean Cocteau e bronzi di Aristide Rousaud (allievo di Rodin). Ovviamente al momento e’ chiuso per Covid (e per lavori di ristrutturazione dovuti a un recente incendio).

Ma a rubarmi il cuore e’ stato senza dubbio il parco. La natura selvaggia ma “controllata” di questa distesa di verde e’ qualcosa che colpisce e affascina. Cedri, querce, platani, pioppi, olmi, corsi d’acqua, stagni, ponticelli, spazi per pescare, un grande parco giochi per i bambini. Non oso immaginare la bellezza in primavera e d’estate…

Nonostante le mani congelate e la mascherina, questa breve immersione nella natura e nella storia mi ha aiutata a prendere un po’ di fiato e un minimo di distacco da tutto quello che ci sta succedendo.

Alla prossima!

Elisabetta Malvagna

Giornalista, autrice e blogger, qualche anno fa ho scelto la Normandia come mia seconda Patria. Amo la scrittura, la fotografia e il cinema. Il silenzio e la natura. Non posso vivere senza il caffè, la cioccolata e la musica. Ho fatto un milione di cose nella vita, dalla cronista parlamentare all'inviata musicale, dalla fotografa all'attivista della nascita naturale.

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