Flers, che spettacolo!

Ci ero passata anni fa e lo ammetto: non avevo capito quanto fosse bella. Flers e’ una citta’ immersa nella campagna della Bassa Normandia, con un fiorente e ricco passato nell’industria tessile, praticamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale. Ed e’ proprio li’ che oggi, nonostante il vento gelido che in questi giorni soffia su questo angolo del nord-ovest della Francia, ho scoperto qualcosa di unico.

Tutto merito di Josephine, la mia amica e vicina di casa normanna, che nella verde e dinamica Flers ci lavora. Ci siamo date appuntamento alle 10 del mattino davanti al suo ufficio e da li’ abbiamo raggiunto La Redingote, un grande negozio di abiti, e non solo, usati. Spulciando qua e la’ ho trovato una bella tovaglia a righe di un bel cotone pesante, un paio di tende a fiori stile Laura Ashley e quattro collane deliziose. Il tutto per la modica cifra di 14€.

Ma il bello doveva ancora arrivare. Eh si’ perche’ dopo un caffe’ in uno dei pochissimi bar aperti (qui e’ praticamente tutto chiuso da mesi, con un coprifuoco alle 18) e l’immancabile sigarettina, nonostante il freddo Josephine mi ha proposto di fare una passeggiata nel parco di Flers: 25 ettari di verde nel cuore della citta’. Uno spettacolo.

Il parco era deserto. L’assenza di presenze umane e i freddi e vividi colori dell’inverno mi hanno portata una dimensione irreale, come se tutto il resto si fosse improvvisamente volatilizzato.

Siamo arrivate al Castello, sede della Mairie (il municipio). Beato chi ci lavora!!!!Costruito nel Medioevo ma trasformato in castello vero e proprio agli inizi del XVI secolo da Nicolas de Grosparmy, viene abbellito nel VII secolo e ingrandito nel XVIII, quando Ante Hyacinthe de la Motte-Ango realizza una facciata classica e l’interno viene arredato e decorato con opulenza. Di proprieta’ dei conti di Flers fino alla Rivoluzione Francese, il parco e il castello vengono successivamente acquisiti dal conte di Redern e poi dalla famiglia Schnetz. Nel 1901 il sindaco di Flers Julien Salles riacquista la proprieta’ per conto della citta’.

Nel castello c’e’ anche un museo che racchiude 4.000 opere di cui 300 quadri, italiani, francesi e olandesi, cosi’ come ceramiche di Jean Cocteau e bronzi di Aristide Rousaud (allievo di Rodin) . Ovviamente al momento e’ chiuso per Covid (e per lavori di ristrutturazione dovuti a un recente incendio).

Ma a rubarmi il cuore e’ stato senza dubbio il parco. La natura selvaggia ma “controllata” di questa distesa di verde e’ qualcosa che colpita e affascina. Cedri, querce, platani, pioppi, olmi, corsi d’acqua, stagni, ponticelli, spazi per pescare, un grande parco giochi per i bambini. Non oso immaginare la goduria in primavera e in estate…

Posso dire che nonostante le mani congelate e la mascherina, questa breve immersione nella natura e nella storia mi ha aiutata a prendere un po’ di fiato e un minimo di distacco da tutto quello che ci sta succedendo.

Alla prossima!

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