Lupin da record. Merito anche della Normandia.

E Netflix annuncia una seconda serie


E’ entrata nella storia di Netflix: Lupin, la serie-tv omaggio al celeberrimo ladro gentiluomo uscita l’8 gennaio 2021, è stata già vista da 70 milioni di abbonati in tutto il mondo. Dall’Italia al Brasile, dal Belgio al Vietnam. Un vero record che ha spinto la società americana ad annunciare una seconda serie, in arrivo nell’estate 2021. Merito di Omar Sy, star di Quasi amici e primo Lupin nero. Ma non solo.

Il papà di Lupin

Facciamo un tuffo nel passato. Vi porto nel 1864, in Normandia. E in particolare a Rouen, città natale del papà di Lupin, Maurice Leblanc. Ecco la sua storia: appassionato di Gustave Flaubert e Guy de Maupassant, normanni anche loro, dopo aver abbandonato gli studi di legge, nel 1905 Maurice sbarca a Parigi per seguire la sua vera passione: la scrittura.

Maurice Leblanc

Inizialmente i suoi racconti, pubblicati su vari periodici francesi, passano abbastanza inosservati. Nel 1905 la svolta: spinto dal direttore di un mensile, Pierre Lafitte, a inventare un personaggio che facesse concorrenza allo Sherlock Holmes di Conan Doyle, allora stra-noto in Inghilterra, Leblanc ha un’idea geniale. Invece di un poliziotto, si inventa un ladro. La sua prima rocambolesca avventura si intitola L’arresto di Arsenio Lupin. Il successo è immediato.

Lupin è un personaggio magnetico e intrigante, ironico e farsesco, instancabile collezionista di gioielli, quadri e donne. Un uomo invisibile grazie ai suoi travestimenti, che per trent’anni ispirerà a Leblanc altri 39 racconti, ma anche 18 romanzi e 5 opere teatrali.

Ambientata a Parigi e sulle coste di Etretat

“Sono pazzi! Sono così orgoglioso che Lupin sia la prima serie Netflix francese a incontrare un tale successo internazionale! Senza di voi, non sarebbe stato possibile”, ha twittato Omar Sy commentando il successo senza precedenti di questa serie dedicata all’uomo senza volto.

Le avventure del nuovo Lupin sono ambientate nella Parigi di oggi e in uno dei luoghi più belli della Normandia, Etretat. Un luogo magico dove Leblanc acquistò una villa dove visse per molto tempo e dove scrisse molti dei suoi romanzi, come L’Aiguille Creuse (Arsenio Lupin e il segreto della guglia) nel 1908.
Oggi Le Clos Lupin è diventata un museo interattivo (temporaneamente chiuso, per il Covid) dedicato al ladro gentiluomo, mèta di pellegrinaggi da parte dei suoi tanti fan.

Le Clos Lupin


Ricordo quando da piccola guardavo affascinata con i miei fratelli una serie tv che aveva come protagonista proprio Lupin. A vestire i suoi panni, magistralmente, era l’attore Georges Descrières. Che classe!

Sto parlando degli Anni Settanta… chi non è più giovanissimo forse si ricorda la sigla, mitica.

Critiche razziste

C’è da dire che mesi fa, quando è uscita la notizia di Omar Sy in arrivo a Etretat per girare alcune scene della serie-tv, sui social sono apparse violente reazioni razziste. “E’ ridicolo”, “E’ come se Gerard Depardieu interpretasse Nelson Mandela”, hanno twittato. Ma Omar non si è scomposto.

Anzi. Per divertirsi e dimostrare di essere all’altezza del suo personaggio, l’attore è sceso in incognito nella metropolitana di Parigi con colla e pennello, fingendosi un attacchino.
Guardate qui…

E comunque, a giudicare dal successo planetario ottenuto, non sembra davvero che il colore della sua pelle abbia creato problemi. Merito forse di un personaggio letterario senza tempo come Lupin. Non a caso, da quando è uscita la serie, il romanzo è balzato nelle classifiche dei libri più venduti e ai vertici di Amazon Francia.

Bravo Leblanc, ci avevi visto giusto!

Alla prossima!

Aggiornato il 30/01/2021

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