Che piacere leggerti, caro Proust…

La statua di Marcel Proust a Cabourg

Mi dichiaro: sono perdutamente innamorata di Marcel Proust.

Al liceo linguistico lo avevo studiato. Cominciai a leggere “Alla ricerca del tempo perduto“. Ma dopo 10 pagine mollai. Ero troppo giovane. Non ero nel mood giusto… Sono passati oltre 50 anni (ebbene sì) e come per magia, e per mia grande sorpresa, ora non passa giorno che non legga qualche pagina di questo capolavoro assoluto della letteratura. Ne sono attratta. Mi dà gioia. E’ come prendere un ricostituente.

Un paio di anni fa ero in Normandia in uno dei miei numerosi soggiorni in quella che considero la mia seconda patria, quando decisi di andare alla scoperta di Cabourg, nel Calvados. Come molti sanno, Proust ha trascorso molti anni in questa splendida cittadina sulla Côte Fleurie , che nella Recherche diventa Balbec. Scenario di centinaia di preziose pagine che ancora oggi incantano lettori di ogni parte del mondo.

Proust ci andava da bambino, con l’amata nonna faceva lunghe passeggiate, “controvento chiacchierando”, come scrisse in una lettera. Poi, dal 1907 al 1914 Cabourg diventò il suo luogo di villeggiatura. A volte ci passava solo 15 giorni, altre volte si tratteneva più a lungo. Alloggiava sempre al Grand Hotel. E’ qui che bacia per la prima volta Albertine. E in quella stessa stanza con vista sul mare, ora è possibile trascorrere qualche giorno immersi nelle atmosfere proustiane. Un giorno lo farò anch’io.

Un homme qui dort, tient en cercle autour de lui le fil des heures, l’ordre des années et des mondes.

E’ una frase tratta da Du côté de chez Swann (“Dalla parte di Swann”), il primo dei sette volumi che compongono A’ la recherche du temps perdu (3.724 pagine). Lo sto leggendo, in francese. Faccio un po’ di fatica, lo ammetto. Proust è famoso per i suoi lunghissimi periodi. Ma dopo aver acquistato sul kindle anche la versione in italiano, sono arrivata alla conclusione che nonostante gli sforzi, non c’è nulla di più bello che leggere un autore, e Proust in particolare, in lingua originale.

Ho scoperto un “trucco”: mi tuffo nella frase e la attraverso come se fossi in apnea, cercando di percepire ogni più piccola sfumatura, come per sentire la voce e l’anima di Marcel. Mi lascio trasportare da questa corrente, una frase dopo l’altra, senza paura, come se percorressi un tratto di mare agitato, ma trasparente. Poi, quando sento che non ho più fiato, quando le braccia cominciano a cedere e non riesco più a nuotare, mi fermo. Il giorno dopo riprendo quelle pagine immergendomi di nuovo nell’universo proustiano.

Ho la fortuna di aver studiato il francese e le opere di molti scrittori d’Oltralpe (anche se molto tempo fa). Questo mi permette di calarmi nel mondo interiore del maestro del romanzo moderno, e di godere di quel linguaggio lirico e metaforico, dalle infinite sfumature.

Al momento sono arrivata a pagina 73. Piano piano punto ad arrivare alla fine. Dopodiché mi resteranno altri 6 volumi da leggere! Ma per Proust questo ed altro.

Alla prossima!

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