Lo so, non mi dovrei lamentare. Vivo a Roma, una delle città più belle del mondo. Ma a 24 ore dal mio rientro dalla Normandia già mi manca tutto di quella terra.

Il silenzio, il vento tra i rami dei pioppi che costeggiano il fiume Orne, la luce che cambia continuamente, il passaggio delle nuvole nel cielo, gli amici che ho lasciato…

E poi la mia piccola casa, dal sapore antico, le travi di legno, il caminetto, la vista del sole al mattino e della luna prima di andare a dormire, il saluto delle tortorelle che si rincorrono sui tetti, i croissant e il caffè fumante, gli aperitivi nel giardino dei miei vicini, le serate a base di canard e vino rosso, le passeggiate nei boschi.

Difficile non sentire la mancanza dei ritmi placidi di quel piccolo villaggio dove tutti ti sorridono quando li incroci per strada, chiedendoti come stai.

Sì, lo so, Roma è Roma. Ma se non stai attento ti risucchia le energie. Ti fa stare in apnea. La Normandia invece ti trasmette la sua forza, con gentilezza e rispetto. La natura ti sommerge e risveglia energie che credevi sopite. Regalandoti costantemente delle sorprese.

Cara, dolce, selvaggia Normandia. Tornerò presto. Promesso.

Alla prossima!

Elisabetta Malvagna

Giornalista, autrice e blogger, qualche anno fa ho scelto la Normandia come mia seconda Patria. Amo la scrittura, la fotografia e il cinema. Il silenzio e la natura. Non posso vivere senza il caffè, la cioccolata e la musica. Ho fatto un milione di cose nella vita, dalla cronista parlamentare all'inviata musicale, dalla fotografa all'attivista della nascita naturale.

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