Viaggiare ai tempi del Coronavirus

Siamo tutti colpiti. Feriti. Ammutoliti. Ovunque nel mondo. Viviamo in Pianeta ferito.

“Distanziamento sociale” è un’ espressione che fino a due mesi fa non conoscevamo. Ora è la NORMA. Ci dobbiamo fare i conti ogni giorno, ogni minuto della nostra vita.

Questo virus, lo sappiamo, ha cambiato le nostre vite.

Ma vorrei parlare di un aspetto particolare di questa situazione assolutamente inedita, di un’abitudine che questo maledetto virus ci ha rubato: VIAGGIARE.

Tutti noi viaggiamo per distrarci, cambiare aria, riposarci, rilassarci, evadere dalla routine, ricaricarci. C’è chi viaggia per lavoro o per andare a trovare un amico o un parente. Ma viaggiare per alcuni significa anche uscire dalla propria “comfort zone”. Sperimentare, scoprirsi, conoscersi meglio, trovare nuove prospettive. Per molti il viaggio è anche questo.

Questo mostro ha svuotato gli aeroporti, le stazioni ferroviarie, le autostrade. Con gravissimi danni economici. E non sappiamo quando tutto questo finirà.

L’ultima volta che sono stata in Normandia era subito dopo Natale. Come ogni anno, il 26 dicembre salgo su un aereo, sbarco a Parigi e prendo il treno direzione Granville. I treni per la Normandia partono dalla Gare Denfert Rochereau. Ormai conosco a memoria tutti i café, tabaccai e boulangerie della zona. Ho l’abitudine di fermarmi nei pressi della Gare per circa un paio d’ore prima di salire sul treno che mi porta a destinazione. Amo fare una breve pausa per respirare l’aria di Parigi, fermandomi da Paul per un sandwich jambon fromage, una quiche e un espresso. A volte mi concedo anche un muffin al cioccolato o un croissant, tanto per gradire.

Negli anni ho visto Place Denfert Rochereau con il sole, il vento, la pioggia. L’ho attraversata sotto il caldo di luglio e il freddo umido di gennaio; ho assaporato il dolce e allegro profumo della primavera parigina, spettacolare, e quello malinconico ed elegante dell’autunno.

Da quando ho scelto la Normandia come mia seconda patria, viaggiare per me significa trasferirmi in quella regione e restarci il più possibile. Negli ultimi cinque anni non ho praticamente visto altri luoghi.

Come vi dicevo, l’ultima volta risale alle vacanze natalizie. Non è stato facile organizzare i voli perché in quel periodo la Francia era bloccata da un pesante sciopero nazionale contro la riforma delle pensioni proposta da Macron.

Sono arrivata il giorno prima di uno dei tanti blocchi della SNCF , la società nazionale delle ferrovie francesi. E al ritorno, il 9 gennaio, ho dovuto rifare il biglietto per la paura di non poter raggiungere l’aeroporto di Orly. Durante tutta la mia permanenza in Normandia, seguivo costantemente i notiziari tv, collegandomi quotidianamente al sito della SNFC per capire quando e come tornare. C’era il panico.

Questi scioperi a singhiozzo e senza preavviso (per sapere se il proprio treno sarebbe partito o meno bisognava controllare le tabelle il giorno prima alle 17) sono durati mesi, creando molta confusione e incertezza, oltre a nervosismo e scontento, anche se molti francesi condividevano le motivazioni dello sciopero.


MA E’ NIENTE IN CONFRONTO A QUELLO CHE STIAMO VIVENDO OGGI

Ormai spostarsi è diventata una chimera. Non si può neanche andare al parco sotto casa, figuriamoci in Normandia…

Mi manca tanto. I miei amici mi inviano spesso foto scattate nelle brevi pause all’aria aperta concesse durante il confinement. Guardarle è un piacere, ma anche una tortura. Perché non so quando potrò tornare a immergermi in quella luce e in quei paesaggi che per me sono ossigeno puro.

Ma bisogna resistere. Rispettando le regole e pensando con rispetto e affetto alle famiglie falcidiate e ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori sanitari che stanno dando prova, in tutto il mondo, di grande coraggio.

Un esercito di generosi professionisti che proprio stanotte sono stati omaggiati e ringraziati da grandi artisti come Elton John, Paul McCartney, Rolling Stones, Andrea Bocelli, Billie Eilish, Jennifer Lopez, Celine Dion, da personaggi come Michelle Obama e Oprah Winfrey e tantissimi altri, nel concerto in streaming organizzato da Lady Gaga, One World : Together at Home.

Elton John con Lady Gaga
Sir Paul McCartney

Un evento unico, storico, che ha raccolto le esibizioni di molti artisti dalle loro case, allo scopo di raccogliere fondi in favore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. E che ha raggiunto la cifra di 150 milioni di dollari!!!

L’ho seguito fino alle quattro del mattino.

Guarda il finale !

Spero che questo tempo così oscuro finisca al più presto. Ce lo auguriamo tutti.

Per ripartire più consapevoli e forti di prima.

Buona vita a tutti voi.

E alla prossima!

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