Sono passati solo due anni da questo scatto. Eppure sembra un secolo fa.

In questo momento, nell’era del Coronavirus, le nostre vite sembrano sospese. La vita si è fermata. Ogni nostro progetto, sogno, impegno, è rimandato a data da destinarsi. Siamo stati presi alla sprovvista. Eravamo abituati ad avere tutto e subito. Fino a un mese fa bastava un click per avere in tasca un biglietto d’aereo e andare dove volevamo. Quando uscivamo di casa la nostra unica preoccupazione era trovare parcheggio, fare benzina, beccare l’autobus in tempo… riuscire a fare tutto nel tempo stabilito.

Ora il tempo si è fermato. E non sappiamo più che fare, come impiegare queste lunghissime e silenziose 24 ore che ci aspettano ogni giorno.

Siamo improvvisamente soli. Confinati. Prigionieri nelle nostre case. Non possiamo comunicare fisicamente con gli altri. cerchiamo di capire cosa stia succedendo, per trovare un modo per evitare il disastro. Il cervello lavora ininterrottamente per immagazzinare più informazioni possibili. Perché ciò che davvero ci spaventa è il non sapere, non conoscere il nemico.

Dopo aver provato un senso di onnipotenza, illudendoci di essere padroni del tempo e dello spazio, da un giorno all’altro ci siamo ritrovati nel buio. in lockdown. Ci siamo sentiti piccoli, fragili, senza armi né difese rispetto a un male globale , potentissimo e senza volto.

Londra, dicembre 2019

Chissà quando potremo tornare a vivere normalmente. A cantare e suonare per strada … a baciarci e abbracciarci, mangiare una pizza con gli amici, andare al cinema, prenderci un cappuccino al sole, fare la spesa senza mascherina e il terrore del contagio. Insomma, tornare ad attraversare questo Pianeta con leggerezza, senza l’ombra costante che ormai pesa su tutti noi.

Una cosa è certa. Non saremo più gli stessi.

C’è da augurarsi che chi ci governa impari qualcosa di molto semplice: il benessere economico, il potere politico, non contano assolutamente nulla quando l’umanità soffre e muore. E’ un costo insostenibile.

Cos’altro deve succedere per capire che è il momento di un totale cambio di rotta?

Elisabetta Malvagna

Giornalista, autrice e blogger, qualche anno fa ho scelto la Normandia come mia seconda Patria. Amo la scrittura, la fotografia e il cinema. Il silenzio e la natura. Non posso vivere senza il caffè, la cioccolata e la musica. Ho fatto un milione di cose nella vita, dalla cronista parlamentare all'inviata musicale, dalla fotografa all'attivista della nascita naturale.

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